poesie dell' interno coscia

#29

So che ti vedrò soltanto dopo natale,
ma già mi prude il punto subscrotale.

#28

t’ ho sbiellato le epifisi prossimali di entrambi i femori.
tu m’ hai invalidato  permanentemente la peristalsi dell’ uretra.
cigolano all’ unisono le vertebre dall’ undicesima toracica alla terza lombare.
siamo claudicanti ma felici.

#27

quella volta che durante l’ amore
ti sei emozionata tre volte e io solo una, 
veramente non è stato molto equo. 
ma poi la volta successiva m’hai ripagato
schiudendomi sovente la cavità orale.

#26

c’ ho avuto
le gambe collose di amore,
le mani collose di amore,
la bocca collosa di amore.
30 euri hanno voluto quelli
per lavare il piumone tutto colloso.

#25

sono due settimane che non ti vedo,
e mi scoppia il cuore di nostalgia,
e mi scoppia la testa dei bei ricordi,
mi scoppiano i sogni mentre dormo la notte,
e le mutande che ne parliamo a fare.

#24

te la conservi imperterrita 
come fosse frutto prelibato, 
ma io lo so che già in tanti 
l’ hanno assaggiato.

#23

ma com’è che mi prude l’ internocoscia appena mi ridi?

#22

amore mio guardami!
sono nudo davanti a te,
spogliato da tutti i pregiudizi,
libero da ogni costrizione,
affrancato da qualsiasi paura,
scevro da ogni teme…
mò però, sucamelo.

#21

prosciugami nel tuo immenso ammore,
succhiami via ogni briciolina di forza,
se sei comoda usa pure la cannuccia,
che io ne traggo un certo piacere.

#20

oh ragazza di paese,
truccata e apparecchiata,
io spero che tu non stia
andando in giro così conciata
solo per farla annusare a qualcuno.
oh ragazza di paese, scùcila,
falla assaggiare in giro a gratis,
come una degustazione d’ Aglianico
alla sagra degli antichi sapori,
come se tu fossi davvero viva.
e non ti curare delle voci avvelenate
delle maligne e malvagie malelingue,
che tanto ciascuno su questa
medesima terra che calpesti,
è stato almeno una volta,
zoccola.

#19

ti amo nella persona
dei tuoi peli superflui

#18

ma perchè te la conservi
con tale protervia?
ma perchè non rompi
gli indugi e spalanchi
le tue gambe medesime
in un gesto che sappia
di sudore condiviso?

#17

amore mio, con le dita
disegno il tuo corpo.
un gesto definisce
il contorno dei tuoi fianchi,
dei tuoi seni, le tue cosce,
la tua pancia…
amore mio,
sei chiatta.

#16

tu che ti ostini a tenere le gambe perfettamente parallele.
e io che ormai ragiono in termini di geometria non euclidea.

#15

ero io quella notte d’ estate,
sotto gli alberi di mandarino,
le cicale a cantare l’ arsura,
la brezza che portava ristoro.
ero io quello dietro,
e tu davanti,
china.

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